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L' Eredità di Nicelli Spa

La decisione presa nel febbraio del 1954 dalla Commissione di studio per l'aeroporto delle Venezie di scegliere Tessera come luogo dove costruire la nuova struttura segna l'inizio della crisi del Nicelli, da oltre mezzo secolo storico scalo veneziano.

Già nei primi anni cinquanta le compagnie aeree, in attesa di una definitiva soluzione delle esigenze di atterraggio e decollo di velivoli di grosso tonnellaggio, avevano scelto per le linee internazionali il campo di Treviso, adottando poco dopo, con l'entrata in servizio dei Convair, la stessa misura anche per le linee nazionali. La crisi si aggrava con il trasferimento a Tessera nel 1967 delle Officine Aeronavali di Venezia (OAN), la cui presenza assicurava allo scalo lidense un intenso traffico di aerei di notevoli dimensioni, fino a giungere al suo culmine nel 1974 con l'abbandono del Presidio Aeronautico Militare. Da quel momento il traffico commerciale e il complesso aeroportuale, costituito dall'Aerostazione, dagli hangar delle OAN, e da altri manufatti minori, entra in una lunga fase di decadenza, mitigata solo dalla attività sportiva dell'Aeroclub G. Ancillotto. Tra i molti illustri presidenti ricordiamo Mario Mozzetti Monterumici che, insieme all. avv. Domenico Giuriati e all'on Giancquinto, tanto si adoperò in difesa dello scalo lidense e in epoca successiva Giancarlo Ligabue, promotore di indimenticate iniziative aeronautiche. Ancora oggi lascia ammirati l'organizzazione di Euromeeting 81, una "due giorni" ricca di presenze italiane ed estere, animata da esibizioni e acrobazie aeree che attrassero a San Nicolò migliaia di spettatori.

Nei momenti più difficili la questione Nicelli non manca di far sentire la sua voce sulla stampa e sui tavoli della politica tanto da determinare la costituzione di un Consorzio per il suo rilancio. Tuttavia occorre giungere agli anni novanta per assistere ad alcuni significativi segni di ripresa. Sono di quel tempo l'acquisto e il restauro intrapresi da Luciano Sorlini, noto imprenditore bresciano e appassionato aviatore, degli hangar ex OAN. Il vincolo, sollecitato dallo stesso Sorlini, apposto dalla competente Soprintendenza alla Aerostazione, pregiata espressione di architettura razionalista, e agli storici capannoni industriali, verrà a costituire altro stimolante spunto di valorizzazione del patrimonio. Pur consapevoli delle difficoltà e dei lunghissimi tempi connessi alla annosa questione, comuni cittadini ed autorevoli personaggi non perderanno il loro attaccamento al luogo e alla memoria dei protagonisti che lo resero grande. Alla affollata commemorazione di Umberto Klinger nel 1991 segue nel 1993 una petizione di oltre duemila firme per la dedica al fondatore delle Aeronavali del Lungomare che fiancheggia l'aeroporto.

Nel 1994 l'avvocato Ugo Bergamo, sindaco di Venezia, scrive in un periodico del Lido "Il momento economico italiano e veneto in particolare non è dei migliori e i tempi di attuazione del Master Plane per l'aeroporto sono lunghi ma si è ormai instaurato un processo irreversibile che, spinto dal comune consenso, vuole che l'aeroporto rinasca e con esso tutto l'insieme delle attività collegate. Ci auguriamo che la Sorlini SpA mantenga l'iniziativa e lo spirito imprenditoriale sino ad ora dimostrato e che dia inizio al più presto all'attività di manutenzione e revisione aeromobili. Tuttavia, malgrado l'impegno ed i capitali investiti, sfavorevoli circostanze non consentiranno a Sorlini di portare a termine i progetti industriali e al Consorzio di procedere alla realizzazione del previsto Master Plane.

La decisione dell'Aeronautica Militare di consegnare all'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC) l'aeroporto a condizione che fosse mantenuto nel ruolo e disponibile, in caso di necessità, all'uso dell'Arma Azzurra, mutò lo scenario. Al Consorzio subentrò la società Nicelli SpA, cui l'ENAC nel settembre del 2000 affidò lo scalo in concessione in una prospettiva di recupero tecnico-funzionale. Nel 2001, al fine di procedere ai necessari lavori, gli azionisti (Comune, Camera di Commercio, SADE come azionista di riferimento, Aeroclub G. Ancillotto) sottoscrissero patti parasociali rafforzati nel 2003 da un protocollo d'intesa con importanti enti pubblici. A fianco degli azionisti nel documento per la "riqualificazione delle infrastrutture dell'aeroporto G. Nicelli del Lido di Venezia e suo inserimento territoriale" figurano Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Veneto, Magistrato delle Acque, ENAC, Ente Nazionale Assistenza al Volo (ENAV), Azienda ULSS 12 di Venezia. In tal modo prendono corpo le premesse burocratiche, tecniche e finanziarie che porteranno lungo un percorso non privo di difficoltà, alle prime realizzazioni. Nell'agenda dei lavori figuravano il restauro dell'aerostazione, la costruzione di un blocco tecnico ENAV (torre di controllo), di piazzali di manovra, di ricoveri per aerei, di una bretella e la riqualificazione della pista, esigenza fortemente sollecitata sin dagli anni cinquanta e periodicamente riproposta.

Il 12 maggio l'inaugurazione della restaurata aerostazione segna la conclusione di una prima, importante fase dell'impegno con il quale la Nicelli restituisce alla Città un bene, concepito e realizzato in funzione del volo, sapientemente riportato all'originale decoro. I motivi del nuovo indirizzo sono attribuibili a diversi fattori: al passaggio dell'aeroporto da mani militari a mani civili, agli interventi finanziari di Regione Veneto, di ENAC, di ENAV e di ULSS e, elemento di non poca importanza, all'insorgere di una volontà di guardare le cose con occhi nuovi, di dare all'aeroporto un ruolo compatibile con le aspirazioni cittadine, riconciliato con le passioni e gli interessi presenti nella sua lunga odissea. Ritroviamo il segno di tale volontà nel Convegno sull'Aviazione Generale (intesa in senso ampio e quindi comprensiva dell'aviazione ultraleggera) organizzato dalla Camera di Commercio con l'attiva partecipazione della Nicelli SpA, che si terrà a Venezia il giorno precedente l'inaugurazione dell' aerostazione. Gli argomenti sul tavolo (suddivisi in scenario nazionale, scenario internazionale, prospettive della domanda e dell'offerta, prospettive ed evoluzione della normativa) se da un lato spaziano in una dimensione italiana ed europea, dall'altra trovano realistiche ricadute sul Nicelli, protagonista non secondario, insieme ad altri fratelli aeroporti "minori", dell'incontro in questione,

Noi ci auguriamo che la faticosa rinascita dell'aeroporto di San Nicolò prosegua, magari con passo più leggero, seguendo soluzioni che lo riportino, in un quadro di modernità, amato e produttivo come al tempo dei personaggi che lo hanno fondato e sviluppato e che nel giorno della inaugurazione si intendono onorare.

(di Bruno Delisi)

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